San Giorgio Albanese (in arbëreshë Mbuzati) si trova a 428 metri s.l.m., adagiato sulle dolci colline che anticipano l’altopiano della Sila e abbracciano la fertile pianura di Sibari. Il borgo regala uno dei panorami più suggestivi della Calabria settentrionale: da un lato le imponenti vette del massiccio del Pollino, dall’altro lato l’azzurro profondo del Mar Ionio con le sue spiagge infinite, e tutt’intorno le colline di terra rossa, ornate da filoni di vigneti e distese di ulivi che si perdono all’orizzonte.
La Storia
San Giorgio Albanese affonda le sue origini nel Medioevo, quando era noto come Casale de Sancto Iorio e legato al Monastero di Santa Maria del Patire di Rossano. Dopo le difficoltà del XIV secolo e il terremoto del 1456, il borgo fu ripopolato tra il 1469 e il 1470 da profughi albanesi in fuga dall’avanzata ottomana, che ne segnarono profondamente l’identità. Nel 1534 si unirono anche famiglie provenienti da Corone, nel Peloponneso, contribuendo a rafforzare la cultura arbëreshe che ancora oggi caratterizza la comunità.
Nel corso dei secoli San Giorgio Albanese rimase sotto diversi domini feudali fino all’abolizione della feudalità nel 1806, mantenendo però un forte legame con le proprie radici. Già nel XVI secolo il paese contava numerose famiglie, i cui cognomi sono tuttora diffusi nel territorio.
Il borgo ha dato i natali a figure di rilievo come Giulio Variboba, poeta del XVIII secolo autore di canti sacri in lingua arbëreshe, e ai patrioti risorgimentali Michele Masci e Atanasio Dramis.
Oggi San Giorgio Albanese custodisce con orgoglio la lingua arbëreshe, il rito greco-bizantino e le proprie tradizioni, che trovano espressione nella suggestiva chiesa barocca dedicata a San Giorgio Megalomartire, patrono del paese, e nelle celebrazioni che ogni anno rinnovano il legame tra storia, cultura e comunità.
Info utili:
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Pagina aggiornata il 16/12/2025